Una storia di vino e di uomini attraverso il tempo. Il racconto resistente dei vitigni autoctoni in Alta Langa.

Lo scorrere delle stagioni, a Roddino, conferma i fondamenti di un territorio e di chi lo ha reso grande: la cura delle persone.
Quello che fu l’appezzamento “La Castella” rimane un progetto corale di una famiglia.

Oltre la tradizione. A identificare la cura verso ciò che è stato è l’impegno di ogni persona e di una sola famiglia. Il passato diventa così esperienza per il futuro e competenza del domani. Ispirati e motivati, la famiglia Cassino coltiva per preservare il buono della Terra e del vino.

Cassino: un cognome che abbraccia
i comuni di Roddino e Sinio.
Qui, dove la vite germoglia.

È l’inizio del XIX secolo. Un atto di matrimonio, ancora oggi custodito, segna l’arrivo della famiglia Cassino in Langa. Una terra che, anno dopo anno, tra sperimentazione e ricerca, scrive il primo capitolo della storia del vino. Quel capitolo oggi classico della letteratura enoica mondiale. Ed è nell’incontro tra luoghi fertili e mani contadine che prende forma il racconto de La Castella.

Crescere, cambiare e resistere.
La ciclicità della Storia che guida alle origini.

Sono quattro ettari e mezzi quelli coltivati dalla famiglia Cassino, generazione dopo generazione. Terra situata tra i comuni di Roddino e Sinio, esposta a sud-ovest e quindi baciata dal sole. La stessa dove giacitura ed esposizione contribuiscono a garantire la migliore maturazione, e quindi omogenea, per le uve. Ed è fra queste colline che gli abitanti dei comuni arroccati sui pendii delle Langhe acquistano il vino La Castella. Per ogni pasto in famiglia e ogni memoria da conservare.

È solo negli anni Novanta che La Castella, con Silvio Cassino, diventa azienda. Una storia che nasce dai filari del padre Adolfo e guarda al domani del vino. Oggi, con Monica ed Elena, la quotidianità del vino in quel di Roddino.

Rossese Bianco, Dolcetto d’Alba, Barbera d’Alba, Langhe Nebbiolo, Nebbiolo d’Alba e Barolo sono la cifra stilistica de “La Castella”.
Vini che portano al calice profumo e struttura, espressione genuina di chi ha scelto la Terra.
Da sempre.

Il vino ha il riflesso del suo territorio.
È una questione di anima e di identità.
A plasmare i vini La Castella sono il silenzio e l’onestà delle colline che li hanno creati.

Le colline tra Sinio e Roddino volgono la sguardo all’Alta Langa ma hanno radici nel mare. Qui, l’uomo si adatta ai ritmi lenti e ai suoni delicati di una terra che si risveglia. Un terroir unico, nato dall’incontro tra la forza degli Appennini, la brezza marina che arriva da lontano e i terreni ricchi di sabbia e calcare, che donano ai vini struttura, freschezza e complessità. Raggiungere “La Castella” è saper scegliere la vita lenta e stringersi ai miti che abitano queste colline. Sono le torri e i castelli, avanguardie medievali della Storia, sono i noccioleti che si alternano alla coltura della vita, sono le famiglie che ancora abitano le cascine e le difendono dalle mode, sono la cura di chi crea le geometrie del vino e le rende greche di un’esperienza turistica da vivere. “La Castella” è un luogo da raggiungere, una cantina che fiorisce, piccoli bambini che muovono i primi passi sul terreno solcati dai nonni. Come la tradizione ha insegnato.