Lo scorrere delle stagioni, a Roddino, conferma i fondamenti di un territorio e di chi lo ha reso grande: la cura delle persone. Quello che fu l’appezzamento “La Castella” rimane un progetto corale di una famiglia. Oltre la tradizione. A identificare la cura verso ciò che è stato è l’impegno di ogni persona e di una sola famiglia. Il passato diventa così esperienza per il futuro e competenza del domani. Ispirati e motivati, la famiglia Cassino coltiva per preservare il buono della Terra e del vino.
Cassino: un cognome che abbraccia i comuni di Roddino e Sinio. Qui, dove la vite germoglia. È l’inizio del XIX secolo. Un atto di matrimonio, ancora oggi custodito, segna l’arrivo della famiglia Cassino in Langa. Una terra che, anno dopo anno, tra sperimentazione e ricerca, scrive il primo capitolo della storia del vino. Quel capitolo oggi classico della letteratura enoica mondiale. Ed è nell’incontro tra luoghi fertili e mani contadine che prende forma il racconto de La Castella.
Crescere, cambiare e resistere. La ciclicità della Storia che guida alle origini. Sono quattro ettari e mezzi quelli coltivati dalla famiglia Cassino, generazione dopo generazione. Terra situata tra i comuni di Roddino e Sinio, esposta a sud-ovest e quindi baciata dal sole. La stessa dove giacitura ed esposizione contribuiscono a garantire la migliore maturazione, e quindi omogenea, per le uve. Ed è fra queste colline che gli abitanti dei comuni arroccati sui pendii delle Langhe acquistano il vino La Castella. Per ogni pasto in famiglia e ogni memoria da conservare.